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Facciamo di Roma una Città delle Bambine e dei Bambini


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La millenaria arte di strada a Roma rischia di morire, serve il nostro aiuto per salvarla!

L’arte di strada a Roma ha una tradizione millenaria di cui abbiamo testimonianze fin dal quarto secolo avanti Cristo, ed è continuata fino alla nostra epoca, dando lustro e positività d’intervento nella città del Belli, di Trilussa e delle pasquinate.
Attraverso l’arte di strada Roma si racconta nella sua veracità, popolarità e voglia di vivere in positivo, indipendentemente dal potere dominante, in una creatività che non ha confini, e rende calda e accogliente la città.
Ai giorni nostri la Città Eterna è attraversata dalle modernità digitali, dalla globalizzazione selvaggia e anche, possiamo dirlo, da una perduta capacità della classe dirigente di offrire soluzioni di vera politica, magari in un confronto anche aspro, però teso a volerli risolvere i problemi, non a lasciarli tali.
In un’apatia politica, e possiamo dire anche culturale, del “passamo pure sta giornata…” nulla si affronta, oppure si pensa di risolvere tutto proibendo e basta, nella famosa teoria, fatta poi pratica, che è meglio buttare anche il bambino con l’acqua sporca, piuttosto che mettersi a separare il buono dal cattivo.
Questo succede in tutti gli ambiti. Noi di Roma Bambina abbiamo più volte denunciato la situazione di assoluta mancanza di cura dei parchi pubblici, il luogo principale deputato, a Roma come in ogni città, ad accogliere bambini e famiglie. Per non parlare poi di una assoluta mancanza di cultura di quello che significa essere “piccoli”, che materialmente si acquisisce abbassandosi alla loro altezza.

Teatro dei burattini a Castel Sant’Angelo. Pittura del 1832 conservata alla Tate Gallery di Londra

In tutto ciò assistiamo in questi giorni all’assassinio dell’arte di strada a Roma. Sono state probite alla musica, dal Consiglio del primo Municipio, alcune importantissime piazze del Centro Storico, tra cui il Pantheon, Santa Maria in Trastevere, piazza Sant’Egidio, via del Corso e altre. La motivazione ufficiale sono le proteste di alcuni residenti e il “disturbo” alle funzioni religiose. Poi però quando si va ad ascoltare la Comunità di Sant’Egidio, nella cui piazza ora non si può fare più arte di strada che preveda l’utilizzo di qualsiasi fonte di emissione sonora, anche acustica, quest’ultima smentisce qualsiasi intervento di pressione, anzi ribadisce di essere sempre dalla parte degli ultimi, quindi mai per proibire, semmai per regolamentare, negli orari in cui ci sono le messe.
E su questa parola magica, ovvero “regolamentare”, casca l’asino…
E sì, perché proprio chi non vuole Diego il violoncellista, diplomato al conservatorio di Reggio Calabria, oppure Mariarita la cantante lirica che cantava vestita da antica romana al Pantheon, oppure la cantante Elisabetta che si esibisce a piazza Navona, oppure tanti altri talenti che, come angeli, portano bellezza nelle piazze del centro, con melodie di assoluta autenticità, ci sono i paladini del “decoro”, che vogliono il silenzio assoluto, che se vai al Verano c’è più allegria, che almeno lì a cantare ci pensano gli uccellini. Ebbene, questi paladini, alla fine ottengono l’effetto opposto, prima di tutto perché vietare e basta crea ancora più caos, perché magari tolgono i veri artisti da sotto casa loro, per poi spostarli tutti ammucchiati con tutto quello che la città ospita, nella baraonda non gestita che caratterizza il centro storico, in quello che poi diventa il vero caos.
Le soluzioni per la nostra città, l’abbiamo detto più volte, nascono quando c’è per prima cosa una visione intelligente, creativa e a lungo raggio di come si risolvono i problemi.

Manifestazione degli artisti di strada contro la delibera del Comune di Roma, attuata nel 2012

Ora noi pensiamo che per prima cosa va annullata la delibera del Municipio Roma1. Dato che non c’è una volontà politica in tal senso, anzi si sta già pensando di realizzare un “effetto a cascata” che dalle prime piazze vietate ne andrebbe a vietare successivamente molte altre, la soluzione può venire solo da un ricorso al TAR che il movimento romano degli artisti di strada “La Strada Libera tutti” sta preparando insieme alla FNAS (Federazione Nazionale Arti in Strada), forte del successo ottenuto di recente, in una analoga situazione creatasi a Sanremo, la città per eccellenza della musica, dove FNAS ha ottenuto la sospensiva della delibera che vietava, anche lì, la musica, come a dire che chi canta all’Ariston è un  vero cantante, e chi lo fa per strada non lo è.
Poi, se il ricorso al TAR verrà vinto, la soluzione non sarà lasciare tutto come prima, ma mettersi seriamente seduti a un tavolo in cui ci siano Comune e Municipi, a confronto con le proposte positive che il movimento romano degli artisti di strada, insieme a FNAS e ad altri, hanno già da tempo presentato.

Per appoggiare la lotta degli artisti di strada romani c’è bisogno però di un’azione concreta di solidarietà, perché il ricorso al TAR ha un costo che da soli gli artisti non ce la fanno a sostenere. Inoltre bisogna farlo con grande urgenza. Serve quindi raccogliere almeno 5.000 Euro, entro il 10 Ottobre.
La FNAS ha aperto un progetto di crowfunding per raggiungere questo obiettivo. Si può donare da https://www.retedeldono.it/it/progetti/fnas-federazione-nazionale-delle-arti-in-strada/la-musica-di-strada-non-si-taglia

Doniamo tutti/e, facciamo vivere la musica e l’arte di strada a Roma!!!

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