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Anche quest’anno la Befana solidale non sarà di casa a piazza Navona

I due articoli scritti da Italo Cassa, presidente de “La Scuola di Pace”, e blogger di Roma Bambina, pubblicati dal portale “Roma fa schifo” sulla situazione a piazza Navona, dove è tornata la vecchia situazione estremamente commerciale che tutti abbiamo imparato a conoscere…

L’articolo del 2 Ottobre 2017

Parlano le associazioni: “ecco perché non parteciperemo al bando di Piazza Navona”

2 ottobre 2017

 

Abbiamo letto con attenzione sia il bando del Comune di Roma pubblicato per l’assegnazione degli spazi commerciali, artigianali e altro, e quello pubblicato per i 12 spazi culturali da assegnare ad associazioni e altri enti senza scopo di lucro.
Nel primo bando la cosa più eclatante che balza subito agli occhi è che chi ha un’anzianità nella partecipazione alle scorse edizioni della Fiera di piazza Navona potrà avere dai 3 ai 10 punti da sommare agli altri punti requisiti. Sappiamo tutti chi ha questa anzianità, quindi se ne deduce che molti dei vincitori saranno i soliti noti che da decenni monopolizzano la fiera in questione. Anche perché il punteggio assegnato per la qualità è facilmente raggiungibile da tutti.
Nell’avviso pubblico relativo alle manifestazioni d’interesse per attività culturali va bene che siano escluse le attività partitiche, non si capisce invece cosa si intende per esclusione delle attività politiche, visto che il termine stesso “Polis” deriva dallo “svolgere attività pubbliche per lo sviluppo del bene comune”, poiché quasi tutte le associazioni no-profit questo fanno ed è un diritto stabilito dalla nostra Costituzione. Chi valuterà se aiutare bambini o famiglie in difficoltà è un atto politico ammissibile per avere il diritto di assegnazione degli stand?
Gli anni passati
Il motivo principale comunque per cui la nostra associazione, la Scuola di Pace, non parteciperà è che i 12 stand culturali, chiunque sarà l’assegnatario, saranno posizionati insieme ai 48 in cui prevarranno i criteri di anzianità, quindi di fatto si presume che non cambierà nulla.
Nel corso degli anni passati abbiamo partecipato in alcune occasioni all’assegnazione degli spazi da parte del Municipio I, che fino al 2013/2014 avvenivano semplicemente inviando richiesta al Municipio. I suddetti spazi erano confinati nel lato che sta davanti all’ambasciata del Brasile e la chiesa di Sant’Agnese, una posizione particolarmente sfavorevole rispetto al resto della piazza, tra un venditore di dolciumi e un altro. Ricordo benissimo il clima che si viveva… La presenza commerciale, specialmente dei dolciumi, era particolarmente invadente, e spesso condizionava, con piccole vessazioni quotidiane, le attività delle associazioni no-profit.
Ricordo anche la vita non certo dignitosa che era riservata ai dipendenti di questi stand, costretti a tenere aperto anche la notte, senza la possibilità di usufruire di bagni pubblici, perché i bar la notte sono chiusi, e la soprintendenza non ammette la presenza di bagni pubblici sulla piazza storica. Fatto sta che la mattina dietro i gazebi si trovavano deiezioni umane di vario tipo e bisognava pulire ogni giorno. La domanda da porsi è: “Come può essere che, pur considerando l’alto valore artistico e storico della piazza, non sia contemplata una soluzione per cui inservienti e pubblico possano andare al bagno se gli scappa? Eppure soluzioni compatibili esistono e sono attuate in tutte le città storiche in Italia e all’estero.”
Quindi andare di nuovo ad infilarsi in un girone infernale come quello della Fiera di piazza Navona NO GRAZIE!
Gli anni in cui la Fiera non c’è stata
Per quanto riguarda invece l’aspetto culturale dal 2014/2015 la fiera commerciale non si è tenuta più, a sua sostituzione nel primo anno fu il Municipio I, allora sotto l’organizzazione dell’assessore municipale alla cultura, Andrea Valeri, ad organizzare uno spazio ricreativo e artistico. Pur con tutte le criticità del caso l’iniziativa ebbe una sua positività perché l’organizzazione era tutta del Municipio che, oltre al palco, l’amplificazione, le luci e il resto, aveva messo a disposizione uno spazio ludoteca dove varie associazioni potevano portare le loro proposte. Anche noi abbiamo partecipato con i laboratori di pittura creativa sul tema della Befana.
I problemi più grossi sono sorti invece nel 2015/2016. Roma era commissariata e sotto la spinta dei Verdi si realizzò un primo avviso pubblico per il posizionamento degli stand delle ONLUS.
Noi partecipammo e fummo assegnatari di uno spazio da dividere con Emergency, ognuna delle associazioni occupò lo stand per 4 giorni.
Quello che fu subito evidente è che la sola presenza delle ONLUS non poteva soppiantare l’assenza di tutta la manifestazione che da anni si svolgeva a Piazza Navona. Fummo così esposti ad una feroce critica mediatica dove a quel punto il fatto di svolgere attività sociali passava in second’ordine… Ci voleva, ci vuole, una soluzione che rispetti sia la dignità della Fiera che quella delle no-profit. Se si guarda a diversi mercatini di Natale del nord-Italia e nord-Europa questo non è impossibile, bisogna però prima liberarsi del passato: chi ha anzianità di partecipazione ha fatto sfiorire la vecchia e deturpata fiera, dovrebbe non solo non avere punti in più, semmai qualcuno in meno…
Quindi dopo questa esperienza nell’ultima edizione 2016/2017 non abbiamo partecipato, e non parteciperemo anche al bando indetto per le attività culturali per l’edizione 2017/2018.LA REALTÀ DI PIAZZA NAVONA E LA BEFANALa nostra Roma sta vivendo un momento di particolare crisi, ed è una crisi che passa per lo stato di abbandono delle nostre strade, nel non riuscire ad affrontare le situazioni sociali, e anche un forte degrado culturale. Il pane e le rose servono ambedue, perché lo sviluppo di una società, di una città, passa in un clima di crescita complessiva. La nostra città non solo fa schifo com’è ridotta ora, ma rischia di esplodere a breve. Bisogna stare per strada, e noi ci stiamo, per percepire gli umori, spesso non benevoli, che molte volte sfociano in una assurda guerra fra poveri, invece che in un clima di solidarietà sociale dove si cerca di aiutarsi nelle difficoltà.
In questo quadro disastroso Piazza Navona è stata da sempre la punta dell’iceberg dove tutti puntano e dove tutto accade… Perché è una delle piazze più importanti della città e dove tutti i turisti convergono, quindi anche gli appetiti dei vari commercianti.
Le cronache ci narrano che la Fiera della Befana è sempre stata oggetto di polemica per via dell’uso commerciale. La Befana invece è la festa interamente dedicata ai bambini perché è collegata all’Epifania e alla necessità e voglia di stringersi nella famiglia, con la calza dei dolci, il carbone come stimolo a migliorarci, e i giocattoli per vivere in gioia la crescita dei bambini. Si tratta quindi in primis di una Festa semplice, non sfarzosa, ma ricca d’amore.Sul tema della Befana da 20 anni, nel periodo di fine anno, organizziamo una raccolta di giocattoli che poi vengono destinati ai bambini della periferia urbana e di case famiglia d’accoglienza. Intorno al tema della Befana abbiamo anche più volte raccolto le emozioni, anche artistiche, dei bambini. La Befana è vista come una accompagnatrice dei sogni dei bambini, a volte brutta, a volte meno, comunque benevola.Italo Cassa
Presidente La Scuola di Pace – associazione di volontariato

L’articolo del 4 Novembre 2017

Con il mio articolo del 2 Ottobre 2017 pubblicato da “Roma fa schifo”  esponevo i motivi perché con l’associazione che presiedo non avremmo partecipato al bando del Comune di Roma per l’assegnazione di 12 stand alle associazioni no-profit, nell’ambito della Befana a Piazza Navona.

In sostanza la mia teoria era che non essendo cambiato quasi nulla rispetto ai precedenti problemi della parte commerciale della Festa, la presenza delle associazioni sarebbe stata culturalmente e praticamente condizionata dal clima nella piazza.

Un mese dopo… Quel bando è andato semi deserto. I partecipanti sono stati solo 4, e anzi… alla fine nessuno, perché per vizi di forma tutte le domande sono state escluse.

Ora il Comune ci riprova riformulando il bando, in cui questa volta è ben specificato come devono essere formulate le proposte (così che non ci si possa sbagliare) e con regole meno stringenti sulla presentazione delle proposte di attività rivolte ai bambini.
 Il Comune pubblica anche la planimetria di come saranno posizionati gli stand:

Guardando la planimetria si capisce che una buona intenzione da parte dell’amministrazione c’è. Ovvero gli stand commerciali sono quasi tutti posizionati sul lato esterno del plateatico, mentre il lato interno è dedicato alla giostra, agli spettacoli ambulanti, al presepe, al palco e appunto ai 12 stand delle associazioni che dovrebbero occuparsi delle attività per i bambini.

Che cos’è che non va allora?
A mio avviso c’è una sorta di “vizio di forma” nel come il Comune vuole offrire i servizi per i bambini. Questi servizi ad oggi non sono certi, bisognerà vedere se il secondo bando andrà a buon fine, e che cosa sarà alla fine offerto.
 Però questa incertezza è anche frutto di una politica approssimativa in cui si cerca di offrire improbabili servizi senza spendere un soldo, anzi con tutti gli oneri a carico di chi manda una propria manifestazione d’interesse al bando, ovvero le associazioni.
 E’ la logica delle “Call” di cui abbiamo sentito parlare per la prima volta per la festa di Capodanno, ovvero il Comune invita a partecipare, ti dà visibilità, ma tutti i costi, compresi gli oneri SIAE, sono a carico dei proponenti.
 Questa logica svilisce le associazioni, che invece fanno altro, ovvero cercano di offrire servizi sociali e caritatevoli alle persone, e soprattutto svilisce gli operatori culturali che operano a Roma, gli unici che possono offrire buoni servizi di qualità.

Ovviamente però chi offre servizi culturali, e lo fa con professionalità, deve essere pagato, e questo è importante perché favorendo l’industria culturale nella città si fa crescere Roma. 
Quindi perché il Comune di Roma non ha invece formulato un bando per proposte culturali da svolgere a Piazza Navona, nell’ambito della Festa della Befana, offrendo un contributo alle proposte vincenti come fa in altre occasioni e per altri bandi?

La risposta la sappiamo già, è una vecchia e stanca cantilena: “Il Comune non ha soldi…”
. Eppure offrire servizi culturali alla città è importante quanto coprire le buche nelle strade, specialmente offrirli ai bambini, e infatti nella planimetria questa intenzione esce fuori.
Allora che cosa si fa? Si cerca di ovviare a ciò coinvolgendo le associazioni in cambio della possibilità di poi svolgere attività di vendita per auto-finanziarsi.
 Però se al primo bando hanno risposto solo in 4 su 12 posti qualche motivo ci sarà, non credete?

Per quanto riguarda le ONLUS non è poi necessario andare per forza in una piazza così congestionata come Piazza Navona. Se il Comune vuole organizzare uno o più eventi di solidarietà lo può fare in qualsiasi piazza di Roma, anzi vanno bene anche le piazze delle dimenticate periferie della città, dove il messaggio culturale, sociale e di solidarietà delle associazioni avrà ancora più ragion d’essere…

Italo Cassa
Presidente Associazione di Volontariato “La Scuola di Pace”

In merito ai commenti a questo articolo sul blog di Roma fa schifo

Sappiamo tutti che il blog di “Roma fa schifo” è seguito da persone di tutti i tipi, quindi il fatto di esporsi pubblicandovi contributi può determinare risposte di tutti i tipi.
C’è stato però un signore, tal “Marcello Biagini”, che è andato oltre, insinuando dei dubbi e ironie sarcastiche sul fatto che faccio anche l’artista di strada per i bambini.

Questo è il suo commento: Anonimo ha detto…

Ma il post e’ veramente firmato Italo Cassa aka Capitan Goia? Caro Italo (o Capitano se preferisce) mi spiega qual’e’ la differenza tra il suo piattino il terra che raccoglie soldi a suon di bolle di sapone e quello del ragazzo che fa il fachiro in Piazza della Minerva? Mette in mezzo i bambini solo per suo personale tornaconto Signor Italo. E lei, Signor Tonelli, verifichi gli autori dei post prima di pubblicarli, non si faccia prendere per la gola da chiunque contesti il sindaco di turno.
Grazie
Marcello Biagini
novembre 06, 2017 7:05 PM

Io ho risposto così:

CAPITAN GIOIA ha detto…

Gentile Sig. Marcello Biagini,
la ringrazio per i suoi commenti, se si domanda perché a volte vado a fare “Bolle di sapone” o altri spettacoli per bambini in strada, è perché la strada mi pone a contatto delle persone, cittadini comuni, nelle loro istanze quotidiane di gioie, contraddizioni e a volte sofferenze. Non potrei essere a contatto con queste istanze restando solo dietro alla tastiera di un computer, e poi ognuno di noi ha il dovere morale di contribuire allo sviluppo positivo di questo mondo, per come può e sa fare.
Nel rapporto ludico con le famiglie e i bambini, che sono ospitati dalla nostra città, anche se in modi non sempre a loro misura, l’elemento del gioco è fondamento per vedere la città, e il mondo, in una luce migliore, più allegra e positiva, con o senza piattini…
Vuole sapere che differenza c’è tra me e la “Statua di piazza della Minerva”?
A livello artistico tutto, perché non saprei mettermi nel ruolo di una statua, la mia ricerca artistica cerca sempre nuove espressioni che quindi non possono essere solo statiche ma in continuo rinnovamento.
A livello umano nessuna, ovvero dietro quella “statua” c’è un essere umano che ha gli stessi diritti miei, suoi e di chiunque altro. Quindi se fosse stata quella persona, che fa la statua a piazza della Minerva, a scrivere l’articolo ne avrebbe avuto tutto il diritto.
Per quanto riguarda il mio nome d’arte, ovvero Capitan Gioia, è consuetudine per noi che appunto pratichiamo delle arti, come per tutti quelli che fanno attività di clown sociale negli ospedali o in situazioni di emergenza, darsi anche un nome di questo tipo. Ho conosciuto ad un festival a Ostuni, quando ancora era vivo, Cino Tortorella, più conosciuto al pubblico e ai bambini come Mago Zurlì. Eppure non era un “Mago” nel senso letterario del termine, ma era un Mago per i bambini perché li faceva ridere e stare allegri, cosa non da poco… Eppure Cino Tortorella era una persona molto precisa nel suo lavoro professionale.
Per quanto riguarda il mio articolo, di cui poco ha parlato nel merito, non è una critica gratuita al “Sindaco di turno”, anzi si fa riferimento, osservando la mappa delle postazioni, al fatto che una “Buona volontà” sembra apparire. L’unica questione, a mio avviso, è che questa buona volontà sembra non essere determinata fino in fondo, poiché una effettiva trasformazione di quel tipo di “Fiera” si poteva fare, ma forse non ci si è resi conto che andava fatto qualcosa di più, sia nella formulazione del bando per gli stand commerciali, che per la realizzazione della parte ludica, diretta ai bambini.
Ora però la parola passa ai fatti, ovvero a quello che accadrà dal 2 Dicembre in poi a piazza Navona.

Cordiali saluti,
Italo Cassa

novembre 08, 2017 10:31 AM

Niente Befana solidale per i bambini quest’anno a piazza Navona

La Commissione di valutazione del Comune di Roma ha escluso le tre proposte pervenute per la partecipazione alla parte dedicata ai bambini della “Fiera della Befana a piazza Navona 2017/2018”, in quanto sono state rilevate carenze ed irregolarità delle manifestazioni d’interesse presentate.
Si chiude quindi, non bene, questo capitolo, la Befana solidale quest’anno non sarà a piazza Navona per i bambini. Tutta la piazza potrebbe essere quindi dedicata solo alla parte commerciale e artigianale della manifestazione.
Resta da risolvere il problema del pagamento, da parte dei vincitori del bando, delle spese per la sicurezza della piazza. Queste, come previsto dal bando, sono a carico dei privati organizzatori, che però vogliono pagare molto di meno di quanto è stato previsto da Zetema. Sull’argomento è in atto un vero e proprio braccio di ferro con il Comune. Nei prossimi giorni si saprà se la Fiera a piazza Navona ci sarà oppure no.

(Fonte Comune di Roma: http://www.comune.roma.it/…/DD_QH_1641_17_Presa_atto_lavori…)

Roma 30/11/2017

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